A Madrid per togliere i veli della nuova Toyota Supra progettata dalla Toyota Gazoo Racing
Finalmente è tornata! Siamo a Madrid per provare la nuova Toyota GR Supra, tanto discussa fin dalla sua presentazione al Salone di Ginevra 2019 quanto attesa dagli appassionati del settore. Costruita sulla stessa piattaforma della BMW Z4 con cui condivide anche il motore sei cilindri in linea 3.0 litri biturbo da 340 CV e la trasmissione ZF otto rapporti. Una scelta fatta da Toyota per ridurre i costi di progettazione anche se, gli ingegneri assicurano di aver curato il progetto in sinergia con BMW e di non essersi assolutamente limitati a fare solo gli “ultimi ritocchi. In questa seconda fase di sviluppo, Toyota ha voluto smontare ogni componente della casa Tedesca per studiare ogni minimo particolare e poter garantire la versione più “affilata” possibile della stessa. Scendiamo nel garage delle meraviglie per scegliere il colore della vettura con cui ognuno si divertirà per tutta la giornata e noto con ammirazione la diversità stilistica di Toyota rispetto alla Cugina. Ha una linea pulita ma nel contempo muscolosa come una supercar, con qualche dettaglio preso in prestito dai modelli Toyota del passato. Mi destreggio tra le strade del Centro di Madrid per poi affrontare un breve tratto autostradale fino a raggiungere la zona collinare appena fuori città.

Riesco a trovarmi subito a mio agio solo per aver sistemato la posizione di guida, mi sento al centro della vettura, la strumentazione mi avvolge e sono praticamente seduta sulle ruote posteriori ma con una visibilità ottimale. Devo percorrere 187 km di curve, salite e discese che mi separano dal circuito di Jarama. Il contagiri scandisce il ritmo di questo V6 con una voce scoppiettante. Un’insolita accoppiata quella del motore anteriore su una trazione posteriore, montato dietro l’asse in posizione quasi centrale, per permettere una distribuzione dei pesi 50:50. Questo uno dei punti di forza più volte rimarcato in conferenza stampa, insieme alla formula “condensed extreme” della due posti secchi. Viene così definita proprio per lo studio fatto per rendere la vettura raccolta ed equilibrata: il rapporto millimetrico tra passo e ampiezza della carreggiata si avvicina al ‘rapporto aureo’ di 1,55.
Appurato di poter usufruire in esclusiva di questo spettacolare circuito tra le colline, iniziamo a testare alla guida le caratteristiche dichiarate sulla carta: il differenziale autobloccante a due vie, gestito elettronicamente sul posteriore, è di grande aiuto sia in accelerazione, garantendo una trazione ottimale, sia in decelerazione ed inserimento di curva. La Supra è dotata di una centralina aggiuntiva che rileva angolo di sterzo, giri motore ed angolo di imbardata per dare benefici in termini di controllo quando si raggiungono i limiti prestazionali. Le sospensioni adattive variabili (AVS) permettono una risposta precisa nei cambi di direzione ed insieme al servosterzo elettronico a cremagliera (a differenza della cugina tedesca) la rendono più naturale e diretta.

Di serie monta sospensioni McPherson con bracci in alluminio sull’anteriore e Multilink sul posteriore che la rendono davvero agile. Il turbocompressore twin-scroll assicura livelli di coppia ottimali anche a basso regime ed eroga una potenza di 340 CV a 6.000 giri e 500 Nm di coppia a 1.600 giri tanto da permettere uno 0-100 km/h in 4,3 secondi ed una velocità massima di 250 km/h (limitata elettronicamente).
Indubbiamente dall’interno dell’abitacolo non si percepisce la velocità effettiva e le modalità disponibili si adattano ad ogni situazione: Normal o Sport a seconda delle necessità. Il cambio trovo non sia velocissimo, anche nella modalità “Sport” tende ad essere in ritardo soprattutto quando ci si avvicina al limitatore.

Tra le curve si rivela assolutamente a suo agio: l’elettronica non è troppo invasiva e permette di divertirsi in sicurezza, se però decidete di disinserire tutto, dovrete avere braccia allenate e veloci per avere la situazione sotto controllo.
Sul circuito molto tecnico di Jarama, che è un susseguirsi di curve una dentro l’altra, la situazione si fa più calda e mi rendo conto di alcuni limiti della nostra Supra: sicuramente i freni non sono adatti a resistere a queste continue sollecitazioni estreme, infatti, la frenata si allunga dopo qualche giro ed il pedale non regala un feeling ottimale a causa della sua morbidezza.

Per contro, rimango stupita dalla sua maneggevolezza e direzionalità costante che ti permette di divertirti ad ogni curva. La sensazione è proprio quella di poterle fare da padrone in ogni situazione. Brillantemente superate le mie aspettative nei suoi confronti, avrei voluto tenerla con me ancora qualche giorno, ma posso ripartire con la soddisfazione nel dirvi che è stato e sarà un gran bel ritorno di fiamma.
Rachele Somaschini per EVO Magazine Italia


