La Caterham Seven 485 CSR Launch non è un’auto normale. Rappresenta l’apice del coinvolgimento alla guida
In una calda mattinata milanese mi preparo a volare fino a London Gatwick, dove mi aspetta una nuova ed emozionante avventura. Ad aspettarmi all’aeroporto una gentilissima ragazza rigorosamente in divisa verde e bianca. Intuisco subito che faticherò ad adattarmi alla guida a destra perché, mentre ringrazio per il passaggio, istintivamente mi dirigo verso il lato guida e non del passeggero.

Photographer Alastair Staley
Copyright Malcolm Griffiths
Ci vorrà tempo ma mi abituerò o almeno lo spero, considerato che sarà una condizione fondamentale per sopravvivere nei prossimi due giorni. In pochi minuti raggiungo l’High Quarter della Caterham mentre mi infilo un giubbottino ed apprezzo lo sbalzo termico dai 40 gradi milanesi ai 19 gradi dell’Inghilterra in sole due ore di volo. Ad attendermi lo Staff che mi invita a visitare lo stabilimento, facendomi notare con orgoglio la moltitudine di modelli “Seven” di varie cilindrate, forme e colori.
Sono praticamente presenti tutti i modelli, dal primissimo progetto fino all’ultimo esemplare, che è pronto per me! Mi riferisco alla nuova Caterham Seven 485 CSR Launch in tutto il suo splendore. Sorseggio velocemente un caffè e mi affidano ad un gentlemen che inizia a raccontarmi le caratteristiche della Seven che mi accompagnerà in queste giornate di insolito sole in Inghilterra.
In realtà mi rendo conto che c’è poco da spiegare, la Caterham è dotata dell’essenziale ed è assolutamente minimalista nelle funzioni di elettronica. Della serie “Questa è la chiave, la giri, premi su START e vai”. Ed è esattamente quello che ho fatto: ho caricato il trolley davanti al sedile del passeggero e la mia borsa sopra, ho allacciato le cinture a quattro punti e ho messo in moto. Ecco, diciamo che se sei diversamente alta come lo sono io, serve pensare ad un aiutino per arrivare bene in fondo alla frizione.

Photographer Alastair Staley
Copyright Malcolm Griffiths
Peraltro, parlo di una frizione con un carico notevole che non è certamente l’ideale per affrontare il quotidiano traffico cittadino. Ad ogni modo, io che mi sono ormai abituata a questo tipo di problema di statura, ho brillantemente risolto in pochi secondi usando la felpa come cuscino visto lo splendido sole che comincia a riscaldare la giornata… Ed ora, destinazione Goodwood!
Giusto per seguire le abitudini degli inglesi che escono sempre con l’ombrello, mi assicuro di poter trovare l’ubicazione del tettuccio rimovibile, nel caso in cui dovesse piovere. Non disponendo del navigatore, posiziono il mio supporto per lo smartphone sul parabrezza ed imposto Google Maps, sono 100 i chilometri che mi separano dal magico Festival della velocità e l’unica cosa che mi preoccupa veramente, è di ricordarmi di tenere la sinistra quando sono alla guida… e non la destra! Alquanto difficile cambiare certe abitudini, ma non impossibile.
Anzi, stupita di quanto me la stia cavando egregiamente, procedo velocemente sulle strade Inglesi con una certa disinvoltura, tanto da guadagnarmi gli scatti di diversi automobilisti fermi ai semafori che mi guardano dall’alto al basso (effettivamente è piuttosto attaccata all’asfalto!) come fossi un’extraterrestre. Così, non appena scatta il verde, premo a fondo il pedale del Gas regalandogli un motivo in più per fotografarmi: le ripartenze da ferma con 240 cavalli su 600 chili di macchina sono davvero coreografiche!
Il sound del motore ti riporta indietro nel tempo ed il 2 litri Ford Duratec regala davvero vibrazioni intense e note non filtrate dall’abitacolo, si viaggia con i capelli al vento! Ammetto che ho preferito strade a scorrimento veloce evitando accuratamente i centri abitati proprio per la durezza della frizione e anche dello sterzo a basse velocità, mentre amo alla follia lo sterzo diretto e la maneggevolezza imbattibile di questa vettura.

Photographer Alastair Staley
Copyright Malcolm Griffiths
Non esistono controlli di trazione, niente ABS, né servosterzo. C’è un piccolo volante, la leva del cambio con una corsa molto ridotta ed una pedaliera da corsa. Le asperità dell’asfalto si percepiscono direttamente sui polsi e bisogna essere sempre ben reattivi nel recuperarla. Dopotutto qui stiamo parlando di una vera auto sportiva, omologata per girare in strada! La voce del Navigatore (che stento a sentire nonostante il volume al massimo) mi segnala l’imminente arrivo a destinazione, subito dopo il cartello “Goodwood – Festival of Speed” con una grande freccia a destra me ne da conferma.
Il tempo di una breve tappa in Hotel per liberarmi di quei 15 chili di bagaglio che ho al mio fianco e mi preparo all’intenso pomeriggio di divertimento tra i boschi e le colline circostanti. Mi trovo subito a mio agio tra le curve di queste strade intorno a Goodwood, posso liberare la bestia che si cela dietro il tasto “SPORT” che sto guardando bramosa da troppo tempo.
Una vera libidine, il rombo del motore si fa ancora più intenso e non appena si sfiora il pedale dell’acceleratore la reazione è strabiliante. Da un motore docile fino ai 4000/4300 giri ti ritrovi con una furia tra le mani che sfreccia, urla e scoppietta ad ogni cambiata e non si placa fino agli 8500 giri. Tutto assolutamente reale, sincero, quasi esagerato nella sua reattività di motore e di sterzo, nessun altro mezzo lo permetterebbe. Ogni cosa è al posto giusto, come l’autobloccante meccanico (c’era da precisarlo?) che aiuta davvero tanto nella percorrenza di curva e l’impianto frenante davvero incisivo, efficace ed equilibrato nonostante necessiti di una certa sensibilità soprattutto nelle staccate al limite per l’assenza dell’ABS. Cerco di godermi ogni particolare di questa vettura per poi poterne parlare con chi ha avuto modo di usarla per molto più tempo di me e che ogni giorno si occupa della sua vendita nel mondo.
Questa sera infatti, sarò a cena con David Ridley, direttore commerciale di Caterham. Molto sorpreso di vedere una ragazza minuta alla guida della sua Caterham 458 CSR, mi informa che se lo avesse saputo, mi avrebbe sicuramente procurato la versione ‘S3’ con telaio stretto tradizionale evitando la “SV” con telaio più largo di 11 cm e più lungo di 15 cm. Pazienza, con la mia felpa/cuscinetto sul sedile, ho trovato la posizione di guida quasi ideale. La differenza tra le due versioni riguarda anche altri aspetti: la SV ha un serbatoio della benzina più grande e le sospensioni anteriori maggiorate, con soli 50 kg di “penalità” rispetto al telaio standard S3. Durante la cena, in uno dei ristoranti più gettonati e tipici di Goodwood parliamo delle novità della 458 CSR: a partire dal nuovo cambio a 5 rapporti, novità assoluta abbinata al motore Ford Duratec e del nuovo assetto con sospensioni indipendenti e cerchi da 15” con pneumatici più larghi.
Rimango davvero stupita quando mi racconta che la maggior parte dei suoi clienti, si lamenta di queste modifiche in termini di “comfort” (ecco… in senso lato direi) adottando delle nuove sospensioni regolabili Eibach perché la trovano meno divertente rispetto alle versioni precedenti. Rimango visibilmente stupita e mi trattengo dal dire che “effettivamente sembra più di girare con un go-kart e che nonostante sia davvero divertente, in strade sconnesse ogni buca potrebbe essere fatale per la mia spina dorsale”.
Mentre racconto di quanto sono rimasta affascinata dall’ambiente di quella cittadina che profuma di storia e tradizione si offre di portarmi all’interno della manifestazione il giorno successivo dove potrò visitare anche il loro stand Caterham, alla vigilia dell’inizio del Festival. Che esperienza meravigliosa! Mentre tutte le prestigiose case automobilistiche, che si danno appuntamento ogni anno qui a Goodwood, stanno ultimando i propri mega-stand, io passeggio tra gli immensi campi di erba appena tagliata e che dal giorno successivo accoglieranno migliaia di persone provenienti da tutto il mondo.
Purtroppo il tempo a disposizione è veramente poco, mi aspettano due orette di guida con la mia ormai inseparabile Caterham e così decido di percorrere la strada panoramica per rientrare a London Gatwick e riconsegnare, aihmè, le chiavi. Ammetto che avrei desiderato guidarla anche in pista questa piccola ma grande arma ed intanto annoto nella mia lunga lista delle “cose da fare”, di voler trovare un invito per il Festival a Goodwood, ma questa è un’altra storia.
Quasi con la lacrimuccia, devo separarmi da questo piccolo gioiello proprio quando ormai ci avevo preso gusto, non ci crederete ma la notte precedente, ho addirittura dormito con il suo volante con sgancio rapido (suggerimento proprio di David per assicurarmi di ritrovarla la mattina successiva). Esteticamente questo nuovo modello è ancora più curato: nuovi particolari in carbonio, sedili in pelle e pannelli interni tappezzati.
Certamente non è la macchina per uscire a far la spesa e tanto meno per fare due commissioni. Credo però, che non ci sia nulla di più divertente, quando si tratta di voler passare una bella giornata con qualcosa che ti dia delle vere emozioni e che ti possa riportare indietro nel tempo quando l’elettronica era poca e ci voleva il manico per potersi divertire al massimo.
Piccola curiosità? In Inghilterra c’è anche la “Caterham Motorsport Academy” che ogni anno rinnova i suoi piloti e vetture e si disputa con Caterham omologate anche per circolare in strada in un entusiasmante campionato in diversi circuiti Inglesi.
Quasi quasi ci faccio un pensierino!

