L’allenamento del pilota di rally

Fisico e mente sono i fondamentali nell’allenamento del pilota di rally

Una delle domande che mi viene fatta più spesso è: “Ma come vi allenate voi piloti?” Tante volte nell’immaginario collettivo si pensa che noi rallysti abbiamo quotidianamente la possibilità di stare in macchina, chiudendo una strada e guidando all’infinito per allenarci. Purtroppo questo è, e rimarrà per sempre un sogno. 

Nemmeno i pochi piloti ufficiali che corrono nel mondiale hanno la possibilità di potersi allenare quando vogliono, quanto vogliono e dove preferiscono. Ci sono delle regole ben precise che limitano i test con le vetture da gara, a partire dal numero di giornate: limitate a 42 nell’arco di un anno per il campionato Mondiale WRC. Ovviamente, sono disciplinati anche i campionati minori ma a limitarci sono soprattutto gli ingenti costi dei test che si aggiungerebbero comunque al budget di gara.

Quindi, ci reputiamo già fortunati se riusciamo a fare almeno un test pre-gara che, con le norme vigenti sulla sicurezza, è diventato un onere quasi più pesante della gara stessa. Per rendere l’idea, per mettere “a norma” una strada per il test è necessario (oltre alla burocratica iscrizione al Calendario) pagare l’occupazione della strada al Comune interessato, un commissario ogni tot km di prova, l’ambulanza, il medico, la decarcerazione e, se su terra, anche il ripristino della strada utilizzata.

Quindi, come fare per allenarsi? Sicuramente il primo importantissimo passo è l’allenamento fisico per preparare il nostro corpo agli sforzi che faremo in gara. Si pensa alla forza e alla resistenza con allenamenti ad alta intensità. Alleniamo i riflessi, con l’aiuto di alcuni strumenti studiati appositamente. Alleniamo la vista ed il campo visivo, l’equilibrio e anche la resistenza al calore. II nostro fisico deve essere sufficientemente allenato da riuscire a fare sforzi e allo stesso tempo il cervello deve avere sufficiente elasticità per darci concentrazione in ogni situazione e sotto sforzo  permettendoci di fare più cose contemporaneamente. Infatti un pilota nello stesso momento: guida utilizzando mani e piedi, ascolta le note del navigatore, osserva la strada e reagisce ad ogni imprevisto, suda e respira. 

È indispensabile quindi, non solo un allenamento fisico ma anche mentale per riuscire a gestire le proprie emozioni e riuscire a rimanere concentrati nonostante gli imprevisti. C’è tutto un “background” per un pilota prima di poter mettere tuta e casco. E’ sicuramente una fortuna, riuscire a passare molto tempo in macchina per poter fare pratica sulla vettura e sulla disciplina ma è un privilegio di pochi.

Mediamente le vetture da rally hanno dei costi chilometrici non trascurabili (parliamo di 30 euro al km per le R2, 80 euro al km per un’R5) per questo i test devono essere ottimizzati: ogni chilometro deve avere la massima resa in base alle caratteristiche specifiche della gara che si andrà ad affrontare e per creare il corretto set-up il più possibile aderente: ad esempio in previsione di pioggia e di utilizzo di pneumatici medio o duri. I test devono proprio servire a capire come comportarsi (e come si comporta la vettura) in previsione delle diverse condizioni di gara.

In pratica, il test pre-Rally di Sanremo (asfalto molto abrasivo e usurante) sarà ben diverso dal test pre-Rally Targa Florio (dove il grip è minimo e l’asfalto scivoloso e variabile). Tornerò sicuramente a parlare dell’allenamento pre-gara nelle prossime rubriche, portando anche delle testimonianze importanti di professionisti del settore, fondamentali per la preparazione atletica del pilota. 

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