La mia prima volta su una Peugeot 208 T16 R5

Le mie sensazioni dopo aver guidato la Peugeot 208 T16 R5 al Monza Rally Show

È proprio vero: quando provi certe macchine, te ne innamori e non vorresti scendere più. E’ esattamente quello che mi è successo al Monza Rally Show, per la prima volta al volante di una vettura da rally di classe R5. Stiamo parlando della Peugeot 208 T16 R5, la vettura reduce dall’ennesima vittoria nel Campionato Italiano Rally con la coppia AndreucciAndreussi.

Peugeot T16 R5
Peugeot 208 T16 R5

Ho avuto modo di sprigionare i suoi 280 cv e 400 Nm di coppia alla kermesse motoristica all’interno del Tempio della Velocità allestito per l’occasione, con tante insidiose chicane ed inversioni (ed addirittura un salto sul rettifilo). Pochi mesi prima avevo avuto modo di provarla, così per curiosità e poco dopo mi è stata prospettata l’occasione di poterla guidare per davvero nella mia gara di casa e… non ci ho pensato due volte! Divertente e piuttosto intuitiva (basta non farsi mettere in soggezione dalla procedura di partenza e le mappe del bang), sicuramente più difficile riuscire a portarla al limite.

Certo non basta fare qualche chilometro di test, è necessario prendere le misure e non dare niente per scontato con certe vetture, anche se devo ammettere che il divertimento è assicurato. Giusto per capirci: quattro ruote motrici su una scocca con telaio tubolare, sospensioni Mac Pherson, cambio sequenziale a cinque marce ed ovviamente motore 1600 turbo 16 valvole con iniezione diretta ad alta pressione Magneti Marelli. Tutto questo si traduce in: adrenalina pura e traversi come se piovessero, davanti a migliaia di persone giunte all’Autodromo di Monza per veder sfrecciare volti noti del mondo dei motori e non solo.

Il Monza Rally Show è ormai diventato un evento festoso e spettacolare al quale non si riesce a rinunciare. L’iniziale preoccupazione per il posticipo della gara nel lungo weekend di S.Ambrogio dei milanesi, dove i più fuggono dalla città, è subito svanita quando ci siamo resi conto che già dal venerdì non riuscivamo a circolare nel paddock per i fiumi di persone che si destreggiavano tra le hospitality.

Contrariamente alla scorsa edizione, ho scelto di rimanere più a contatto con le persone senza essere chiusa nei box, così Hankook Competition ci ha messo a disposizione un bilico-hospitality con accesso libero, il risultato? Ho fatto più foto in tre giorni di gara che in tutta la mia vita! E’ stato un onore ed un valore aggiunto poter incontrare tante persone appassionate di motori e non solo, perché è ormai risaputo che coniugo la mia passione a ciò che mi sta più a cuore, ovvero sensibilizzare e raccogliere fondi per finanziare la Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica Onlus che seleziona progetti di ricerca per poter arrivare ad una cura che ad oggi non c’è.

La mia gara è stata in continua crescita, ho iniziato un po’ arrancando per poi togliere la “ruggine” chilometro dopo chilometro ed arrivare all’ultima Prova Speciale con un buon feeling con la macchina. Diciamo che non ho scelto una categoria “semplice”, eravamo 72 partenti in classe “R5” con nomi di spicco e Campioni di Rally e di ogni specialità.

Certo è che ho avuto il sorriso stampato in faccia per tre giorni e se il mio navigatore Sergio non mi avesse richiamato all’ordine nella prova da 44 chilometri (la “Grand Prix”), sarei rimasta in pista a girare per altrettanti minuti! Un altro sogno che si è realizzato: essere alla guida di una macchina simile, mi ha davvero regalato emozioni indescrivibili, credo sia questo quello che conta quando si sta facendo quello che si ama fare.

Non saremo stati velocissimi ma sicuramente “coreografici”! 

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