Cinque Cilindri, 400 cavalli: bentornata RS 3!
Mi siedo, sistemo il sedile, una rapida carezza sul volante in Alcantara e sono finalmente sulla nuova Audi RS 3 Sportback. Basta uno sguardo per cogliere alcune novità: la chiave è stata sostituita da un comodo pulsante sul tunnel centrale, di fronte a me lo schermo dà il benvenuto, un secondo dopo, musica per le mie orecchie. Già dall’accensione ho un piccolo assaggio del sound sprigionato dal nuovo motore V5 con 400 cv, ed insieme a me, anche la sede di Evo assapora il mio “buongiorno”. Devo ammetterlo, sono mesi che aspetto l’arrivo della nuova RS 3 e questa mattina sono davvero carica visto che potrò passare alcuni giorni insieme a Lei. Imbocco l’uscita della Redazione e mi dirigo verso la Tangenziale di Milano: direzione Genova.

Una delle prime cose che mi colpiscono mentre sono alla guida è il Virtual Cockpit, la strumentazione digitale che racchiude tutti i comfort e le informazioni che servono, arricchite da alcuni upgrade per la versione “RS”. Il contagiri infatti mostra diverse colorazioni per individuare al meglio la coppia ed il limitatore per un cambio di marcia ottimale, ai lati vengono mostrati i diagrammi di coppia, forza G, pressione e temperatura degli pneumatici. Non mancano ovviamente gli indicatori di consumi, regolazioni per la radio, dispositivi multimediali, telefono ed anche il navigatore. In base alle proprie necessità, se non dovesse bastare lo schermo 7 pollici al centro della consolle, è possibile modificare la grafica del cruscotto fino a 3 modalità, la mappa del navigatore può estendersi per tutto lo schermo, facendo passare in secondo piano il contagiri e la velocità: impossibile sbagliare strada!
Nel traffico milanese posso testare, grazie al “drive select”, le modalità di guida disponibili: Comfort, Auto, Dynamic e Individual (sparisce la modalità “Efficency” presente invece nell’Audi S3). Le diverse modalità regolano il suono e la spinta del motore in base alle proprie esigenze di utilizzo, la modalità Dynamic libera gli scarichi e l’incredibile ruggito del nuovo cinque cilindri da 2,5 litri, capace di raggiungere i 100 km/h in 4.1 secondi (2 decimi in meno della versione precedente) ed una velocità massima di 280 km/h. In autostrada le sensazioni di guida sono estremamente piacevoli, i sedili anteriori sportivi RS hanno i fianchetti pronunciati che avvolgono il corpo ma senza esagerare, regalandomi una buona sensazione di comfort. Peccato solo l’assenza del “Pacchetto Design RS” che comporta l’aggiunta di cuciture rosso racing ai sedili, cinture di sicurezza, tappetini e bocchette dell’aerazione sul cruscotto. L’assetto è decisamente sportivo, anche nella modalità Comfort mantiene sempre una elevata rigidità che permette di affrontare le curve con assoluta precisione. Questa nuova tecnologia chiamata da Audi “Magnetic Ride” permette di avere un set-up rigido eliminando il più possibile i problemi di rollio e beccheggio senza renderla insofferente ai fondi sconnessi o i vari dossi, buche e tombini in città.
Proseguo senza intoppi nel mio percorso, la tangenziale scivola veloce grazie anche all’aiuto dei nuovi sistemi di assistenza al conducente. Imbocco la Milano-Serravalle per raggiungere Genova e proseguire in direzione del Monte Fasce: quello che sto per affrontare è decisamente un percorso completo per testare tutte le novità presenti sulla vettura. Ciò che mi stupisce è proprio il senso della velocità che quasi non si percepisce grazie all’ottima tenuta di strada e la sincerità dello sterzo che assicura una percorrenza ottimale in curva su strade a scorrimento veloce. Un’altra splendida novità presente sulla RS 3 2017 è la possibilità di dotarla di freni anteriori in carboceramica RS da 370 millimetri e pinze ad otto pistoncini. Il feeling con il pedale è davvero ottimo e la prontezza in frenata è una delle migliori che io abbia mai testato. Credo, infatti, che la combinazione di freni Audi Ceramic sull’anteriore ed, invece, dischi “normali” in acciaio (beh, sono sempre dischi da 310 mm con pinze flottanti) sul posteriore sia un’accoppiata vincente per ridurre la sensazione di scarsa frenata “da impianto freni freddo” quando si percorrono brevi distanze o la macchina è stata appena accesa. Nonostante la grande potenzialità dell’impianto frenante la pressione sul freno è facilmente modulabile anche a basse velocità, senza risultare aggressivo ad ogni minima pressione e allo stesso tempo dona sicurezza e prontezza anche nelle frenate d’emergenza. Questi ultimi due optional, freni Carbo e sospensioni magnetiche, insieme al limitatore elettronico della velocità aumentato a 280 km/h e l’impianto di scarico sportivo fanno parte del Pacchetto Dynamic Race (optional disponibile a 9.000€) che rende davvero unica la vettura.

Nel frattempo sono arrivata ai piedi del Monte Fasce in una bellissima giornata di sole dopo un weekend di neve: non mi resta che scoprire cosa troverò ad alta quota. Inserisco la modalità “Individual” che ho prontamente programmato per avere il motore al massimo della potenza e le sospensioni in modalità Comfort per affrontare eventuali asperità e sono pronta ad aumentare un po’ il ritmo in una delle specialità che più mi piacciono: le strade di montagna in salita. L’accelerazione è notevole ma mai troppo impetuosa, l’ideale per scaricare sempre a terra tutta la potenza necessaria. Il Cambio S Tronic (doppia frizione), rapidissimo a 7 rapporti, regola la forza del motore insieme alla trazione integrale Quattro e permette di scaricare una percentuale di coppia dal 50 al 100% sull’asse posteriore. Questa particolarità ottimizza la direzionalità grazie ad una frizione a lamelle ed un particolare software che permette, disattivando i controlli di stabilità, una guida più scorrevole sul posteriore. Il ruggito che viene sprigionato ad ogni cambiata scandisce il ritmo della mia “cronoscalata” e con 480 Nm di coppia ben distribuiti riesco sempre ad avere un’ottima ripresa in uscita di curva senza mai esagerare. Inizialmente la strada era davvero stretta per poter sprigionare tutta la potenza, ma più salgo, più le strade iniziano ad allargarsi per poter sfruttare al massimo il potenziale in una cornice davvero spettacolare: questo monte ha una bellissima vista sul mare. La sincerità della vettura è assolutamente ottimale, come sono abituata in gara cerco sempre di anticipare la frenata per uscire veloce dalle curve strette e così l’RS 3 si rivela agile e scattante senza stancare. La tenuta di strada è davvero incredibile, la trazione integrale non mi abbandona neanche quando cerco di esagerare in ingresso curva e rimane precisa ad ogni movimento dello sterzo. A qualcuno potrebbe dispiacere la sua stabilità sul posteriore e scarsa inclinazione al “drift” ma credo che a livello cronometrico questo possa pagare molto sul risultato finale e soprattutto, anche in mani meno esperte, possa evitare spiacevoli sorprese. Facile da guidare e molto versatile, le modalità del Drive Select la rendono adatta ad ogni esigenza, in città come in montagna, ovviamente senza passare mai inosservati. La linea risulta assolutamente accattivante, accentuata dal classico paraurti a nido d’ape con la scritta “quattro” ed i passaruota allargati sui i cerchi in lega da 19’’ in alluminio come i particolari, che creano un contrasto davvero impattante nel bel mezzo della natura circostante. Incredibile pensare che sotto ad una livrea di un’A3 si nasconda cotanta potenza e velocità: Audi continua comunque a non ostentare il top di gamma con varie appendici aerodinamiche o prese d’aria fuori dall’ordinario. Pochi particolari, mirati ed efficaci la rendono aggressiva ed unica senza mai esagerare.

Mi fermo in uno spiazzo ad ammirare il panorama che si scorge dalla cima del Monte Fasce e riesco a vedere tutta Genova ed il suo mare che oggi è così azzurro da intonarsi perfettamente con la vernice blu Ara Cristallo dell’Audi. Faccio ancora qualche curva immersa nella natura circostante e mi godo il bel tempo, spezzando il silenzio della montagna. Si scorge qualche cumulo di neve ai bordi della strada che piano piano si scioglie al sole. Alcuni cavalli liberi si accorgono della mia presenza e corrono per le strade con aria sospetta come se avessi violato il loro territorio. Il tempo passa in fretta e decido così di fare retro-front e salutare quei fantastici paesaggi per poi affrontare le curve in discesa, alla ricerca di un buon pranzo tipicamente ligure per incorniciare la giornata. Durante la discesa arriva il momento di guardare anche all’indicatore del carburante e consulto la schermata con il report dei consumi della giornata. Quando il piede diventa pesante i consumi iniziano a crescere esponenzialmente, in base alla fretta che hai, ma voglio dire… visto il risultato, ne è valsa veramente la pena.
Dopo un ottimo piatto di pasta al pesto con gli altri amici di Evo non smetto di ringraziare per avermi fatto conoscere questo bellissimo itinerario, possiamo avviarci verso Milano (senza dimenticarci di passare dal benzinaio) con la consapevolezza di aver testato una delle vetture più versatili e complete che esista sul mercato in un contesto altrettanto unico nel suo genere senza dimenticare che il divertimento continuerà, in montagna, con abbondanti nevicate previste.
Rachele Somaschini per EVO Magazine Italia

