Donne e motori…

Sembra essere in aumento il numero di donne che si affacciano nel motorsport, anche se restano in netta minoranza in un mondo prevalentemente maschile ed a volte anche un po’ maschilista. Non c’è un solo giorno in cui non mi sia stato chiesto: “Ma quindi tu gareggi con gli uomini o solo con le donne?”

A volte scoppio a ridere, riflettendo sulla domanda che mi viene ripetutamente posta, perché se le gare fossero tra sole donne mi troverei spesso a correre da sola, il rapporto è mediamente di 2 lady iscritte su su 100 uomini ad ogni gara. A furia di sentire così spesso questa domanda, ho provato anch’io ad immaginare come potesse essere un campionato di solo donne.

E alla fine, Voilà, l’hanno creato davvero! Il 2019 resterà nella storia per l’avvento del primo Campionato interamente dedicato al gentil sesso: la W Series. Dopo una lunga selezione hanno avuto il privilegio di corrervi ben 20 pilotesse (si dice?) in una serie monomarca di vetture a ruote scoperte. L’obiettivo? Quello di portare una donna a competere in F1.

Personalmente, ogni volta, provo tanta nostalgia nel vedere le immagini di Michéle Mouton e, leggendo i tanti articoli che raccontano dell’unica donna che è riuscita a competere ai massimi livelli della competizione Mondiale di Rally, non mi capacito del fatto che dagli anni 80’ nessun’altra sia più riuscita ad affermarsi e rubarle questo magnifico primato. Altri mi chiedono quale sia la differenza tra uomo e donna nel Motorsport. Io rispondo sempre “la statistica” senza mai ammettere se ci sia o meno differenza fisica tra un pilota uomo e donna. Innanzitutto perché credo sia piuttosto soggettivo: ognuno ha la propria fisicità, sicuramente un uomo ha dei vantaggi fisici in termini di forza ma ci sono uomini e donne minute che con l’allenamento e la perseveranza riescono ad arrivare a fare tutto. Innegabilmente e in ogni contesto, le donne sono più riflessive e metodiche e questo può essere un’arma a doppio taglio, per il fatto che il Motorsport non è privo di rischi che talvolta bisogna prendere senza pensarci troppo. Per contro la grinta e la determinazione di affrontare con astuzia le situazioni è invece tipico di una donna.

“Ma i pregiudizi, dove li mettiamo?” Quelli purtroppo ci sono e ci saranno sempre in tutti i contesti sportivi e lavorativi. Sicuramente abbiamo tanti occhi puntati addosso, a volte maliziosi e spesso ammirati ma, in ogni caso, destiamo sempre un po’ di scalpore. Questo può essere considerato un privilegio ma può avere l’effetto boomerang nel momento in cui commetti un errore che, fatto da un uomo, passerebbe inosservato. Ci sarà sempre chi dirà la sua, spesso vittima dei luoghi comuni dai più frivoli ai più cattivi. Non sarà sicuramente questo a distogliere un sognatore dal suo obiettivo, io ci proverò fino alla fine e quando capirò di dover smettere di correre, continuerò a lottare sempre affinchè ci sia sempre un po’ di rosa agguerrito nel mondo dei motori. Credo che il mio sia un sogno comune a tanti ragazzi ma, come dicevo, “uno su mille ce la fa” e non lo dice solo la canzone, ma anche le statistiche.

Io per il momento voglio provarci con tutte le forze e nel contempo mi auguro che non vengano disilluse le aspettative di Michéle che spesso afferma: “rivogliamo al più presto una ragazza ai massimi livelli”.

Pubblicato su Evo Magazine

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